Alessandro Ballan – Ciclista TEAM Lampre-NGC

Se devo essere onesto la prima volta che due anni fa vidi un Edge sul manubrio della mia bici rimasi un po’ perplesso: mi sembrò grande, enorme, ingombrante, forse anche complicato rispetto al mio vecchio computerino. Ben presto cambiai idea, ed oggi non posso più farne a meno.

Ne faccio un grande uso perché trovo che il navigatore satellitare Garmin abbia tutte le funzioni fondamentali per chi fa del ciclismo il proprio mestiere, e poi chiacchierando con gli amatori, che sono anche i miei tifosi principali, ho scoperto che anche tra loro c’è chi ormai è “garmindipendente”.
Il mio Edge mi aggiorna in tempo reale sia quando sono in gara sia durante gli allenamenti. Dislivello, velocità, distanza ma c’è un dato su tutti che tengo sotto controllo: la frequenza cardiaca. Per un professionista su strada il cuore deve essere sempre ben allenato, e il Garmin Edge mi aiuta a monitorare il battito in ogni momento del mio allenamento.
Poi torno a casa e scarico tutto sul computer, e rivedo le mie gare, i miei allenamenti. Devo essere onesto però: da quando indosso questa maglia iridata ho sempre meno tempo, e quindi molto spesso lascio tutti i miei dati nella memoria dell’Edge, e li rivedo quando voglio.

Utilizzo l’Edge da due anni e ormai è diventato un accessorio fondamentale della mia attrezzatura. Non ho un episodio particolare che mi lega al Garmin però posso dire che ormai, in tutte le trasferte nelle classiche del nord, il satellitare diventa uno strumento indispensabile: i tracciati li conosciamo molto bene e i punti decisivi dove scattare o dove aspettarsi l’attacco degli avversari li abbiamo memorizzati nell’Edge. In questo modo ho sempre un riferimento preciso: sembra un dettaglio ininfluente, ma a volte sapere con precisione dove ti trovi può farti vincere un gara. Altre volte invece, mi fa semplicemente compagnia: non sono uno scalatore e quando la strada inizia a salire, là davanti vanno a tutta e io rischio di restare solo. Si è proprio così, a volte il Garmin mi fa compagnia, diciamo che pedaliamo insieme.







   



Nato:

a Castelfranco Veneto il 6 novembre 1979

Professione/Passione:
Ciclista

Curriculum:

Ciclista Curriculum ciclista italiano che corre per il Lampre-NGC. Professionista dal 2004. Le sue buone doti da passista lo hanno portato negli ultimi anni ad ottenere ottimi risultati, specialmente nelle classiche del Nord su percorso lastricato (pavè) delle quali, attualmente, è uno dei migliori interpreti a livello internazionale. Infatti ha colto un terzo posto nel 2006 alla Parigi-Roubaix e, una settimana prima, un sesto posto al Giro delle Fiandre. Nel 2007 è riuscito ad imporsi nel Giro delle Fiandre scattando sul muro di Grammont e poi piegando negli ultimissimi metri di corsa il belga Leif Hoste. Qualche mese dopo, ha vinto la Hew-Cyclassics Cup con un'azione da finisseur a meno di un chilometro dal traguardo. Nel 2008 è arrivato nuovamente terzo alla Parigi-Roubaix. Alla Vuelta a España 2008 è riuscito a vincere una tappa di alta montagna, grazie ad una fuga da lontano, ed ha indossato la maglia di leader della classifica per un giorno. Ha fatto parte della Nazionale che ha partecipato ai Mondiali del 2006, 2007 (contribuendo alle due vittorie del compagno di squadra Paolo Bettini) e del 2008 dove il 28 settembre si è laureato Campione del mondo sul circuito di Varese, grazie ad uno scatto a 2 km dal traguardo che gli ha permesso di staccare un gruppetto di 12 corridori