Fulvio Dodich – Manager and
Adventure Biker


Adventure is part of my life: the more I have, the more I'd like to have. I'd like it to be a never ending story. I planned Namibia Off-road Adventure for my BMW GS 1200 Adventure. It is a 300 kg bike, including fuel and luggage. Governing its weight has been part of the challenge and fun. I used a Garmin 276C as main GPS and the BMW Navigator III as spare unit. Charts and tracks have been loaded on both ones. Così inizia il commento che ripercorre i punti cruciali del mio viaggio in Namibia (Maggio 2008). Ma come sono arrivato a questo punto?

Ricordo quasi con “tenerezza” il mio primo GPS: il Garmin 38. L’avevo desiderato per i miei primi piccoli trekking primordiali in Appennino o in Sardegna. Piccolo, essenziale, niente cartografia, eppure ancora oggi quando vado in barca lo porto come scorta: non si sa mai, mi dico, e poi e’ così piccolo che non disturba. Sono passati gli anni, è cambiata la tecnologia dei GPS e sono cambiato anch’io. Corsa, nuoto in mare anche d’inverno, kayak in acque bianche, snowboard fuori pista, moto off-road. Un filo comune lega tutte queste cose, gli habitat fantastici, selvaggi e, per quanto possibile, mi sento immerso nella natura. Mi sento felice quando faccio queste cose, soddisfo quello spirito primordiale dell’uomo che ha spinto gli esploratori. Esplorazione, avventura, voglia di conoscere. Faccio queste cose ma prima di farle le penso, le immagino, le costruisco nella mia fantasia, le visualizzo. La sensazione è così forte che a volte non riesco a dormire immaginando quello che vorrei fare e che, spero, farò. Mia moglie dice che io aggiungo, non sostituisco. Ha ragione. E la moto da enduro è stata l’ultima aggiunta. Una BMW GS 1200 Adventure, pesante (300kg a pieno carico) ma affidabile. L’ho comprata dopo aver sognato e progettato il primo viaggio nel deserto: fantasia, immaginazione, sogni. C’e’ chi compra mezzi off-road e ci va a prendere l’aperitivo in città, ma non io. Io avevo desiderato il mio primo viaggio nel deserto ed avevo comprato il mezzo per farlo. Il peso, i limiti della moto, fanno parte della sfida. Una difficoltà in più da governare è uno stimolo in più, mi da più entusiasmo e quando sono alla fine mi lascia ancora più felice: ce l’ho fatta. Così nel novembre 2006 parto per il viaggio in Tunisia. Viaggio stupendo, anche se, quasi alla fine, nel Chott el Jerid, vicino al confine con l’Algeria, mi sono fatto catapultare dalla moto a causa di una traccia profonda nella sabbia. Sbriciolamento del radio e rottura dell’ulna. Meno male che il GPS mi permette di marcare il punto e di tornare la notte stessa per caricare la moto, non essendo saggio lasciarla nel mezzo delle piste battute dai contrabbandieri tunisini ed algerini. Quando mi rialzai da terra non stavo benissimo, ma il GPS in queste condizioni ti aiuta a mantenere la freddezza. Sai dove sei, puoi decidere dove andare per toglierti dai pasticci il più rapidamente possibile. Sai dove puntare. Dopo la Tunisia e’ stata la volta della Sardegna off-road nel 2007 e di Namibia off-road Adventure in maggio 2008. Un’ “esplorazione” più bella dell’altra. Ma se il viaggio e’ stupendo i mesi che lo precedono non sono da meno. L’attesa aumenta il desiderio, il godimento profondo dell’evento quando accadrà. L’attesa non e’ solo tempo che scorre: e’ preparazione mentale, fisica, strumentale. Non so gli altri, ma io inizio con un sogno, il sogno di dove vorrei andare. Poi inizia la raccolta del materiale informativo. Guide, libri, Google e le cartografie per il mio Garmin. Informazioni dai siti dei fuoristradisti, sempre gentili, sempre disponibili forse perché fra noi tutti, anche se diversi, esiste una sorta di mutua assistenza. Corre un filo comune: ancora una volta desiderio di avventura, spirito da esploratore, non so forse un mix di entrambi. A questo punto inizio a “scrivere il viaggio” su Mapsource e lo visualizzo su Google Earth: aiuta a capire il terreno su cui mi muoverò. Pregusto i sassi, la sabbia, le piste, i guadi, le difficoltà e sogno ad occhi aperti. Lavorare su Mapsource è un po’ come viaggiare in anticipo. Ad ogni pezzo di percorso aggiungo le informazioni relative alla tappa. I rifornimenti di acqua e carburante, i luoghi da visitare fermandosi, le popolazioni, dove e come dormire . Il rapporto con Mapsource ed il GPS diventa speciale. Ed arriva il giorno della partenza. Chi vede la mia BMW forse si meraviglia per la presenza di due GPS: il fedele, meraviglioso 276C, fantastico in off-road ed anche in mare, ed il più stradale Bmw Navigator III che altro non è se non il Garmin 2820. In entrambi sono caricate le stesse cartografie, WP, rotte e percorsi. Ho preso questa abitudine per motivi diversi. All’inizio per avere un GPS di scorta in caso di caduta e rottura dell’altra unità. Poi mi sono reso conto che avere davanti due unità e tenerle su due scale diverse dà una visione fantastica del percorso che si sta seguendo. Aumenta anche la sicurezza di guida, perché si evita di staccare una mano dal manubrio per cliccare sullo zoom. Oggi viaggio sempre così: 2-300 grammi in più sono lo 0,1% del peso…..mangio una mela in meno e pareggio. Come ho scritto sopra, le mie avventure sono rese possibili anche grazie allo scambio di informazioni con altri. Per questo raccolgo informazioni che rendo disponibili a chi ne avesse bisogno. E qui il 276C svolge ancora un ruolo primario. Raccolgo la traccia che seguo marcando un punto ogni 5” e scarico la traccia ogni notte. In questo modo ho potuto mettere a disposizione tracce di alta qualità di tutto il percorso Off-road in Namibia. Si è trattato di un percorso impegnativo: circa 3000 km off-road, con tappe fino a 450km giornalieri, su piste di ogni genere. Attraverso il massiccio dello Spitzkuppe e da qui per 70 km nel letto del fiume Omaruru. La Skeleton Coast, poi attraverso la sabbia vulcanica del Messum Crater fino alla popolazione degli Himba. Lungo il confine angolano seguendo la dura pista del fiume Kunene. L'Etosha Park e da qui fino a Nhoma tra i Boscimani, dove non era mai arrivata una moto. Infine le rocce rosse del Waterberg Plateau. Un’avventura fantastica resa possibile anche dai miei GPS. E per premiarli quest’anno li porto in vacanza, sempre con la mia BMW GS 1200 Adventure, in Himalaya, Kashmir, Ladakh. Come al solito vivo già questo viaggio nella mia mente da mesi. Viaggerò in moto, ma sarà un altro viaggio dell’anima fra anime.






Nato:

a Ravenna, il 19 novembre 1953

Professione/Passione:

manager, Amministratore delegato, con amore per l’esplorazione, l’avventura ed il viaggio immerso nella natura. Nuotatore fin da ragazzo, sport che pratica ancora oggi, triatleta per alcuni anni, appassionato di kayak, snowboard freeride e sci adora anche anche le escursioni con le ciaspole in ambienti stupendi. Appassionato motociclista, conosce solo i pneumatici tassellati che lo accompagnano nelle sue avventure in luoghi bellissimi e solitari.

Curriculum:

Una Società di famiglia che produceva macchine movimento terra, poi, nel 94 l’esperienza in una Società produttrice di scaffalature e banchi cassa come Dirigente commerciale estero. L’incontro con la nautica e l’ingresso quale Sales & Marketing Manager in Ferretti. Vive l’iter delle acquisizioni e della quotazione in borsa, partecipando ai Roadshow. Nel 2003 viene nominato Amministratore Delegato di Ferreti Yachts. Gli viene poi affidato il controllo di Mochi e Custom Line. Nel novembre 2007 si dimette e fonda Management & Partners.